Lungo le rive del Natisone capita di incontrare un’anatra dall’aspetto insolito: grande, dal corpo massiccio e con vistose escrescenze rosse intorno al becco. Non è il comune germano reale, ma l’anatra muta (Cairina moschata), una specie con una storia tutta particolare.
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Origini e storia dell’anatra muta
Anche se la incontrate lungo un fiume friulano, l’anatra muta non è una specie di casa nostra. Appartiene alla famiglia degli Anatidi ed è l’unica specie nota del genere Cairina.
Le sue origini sono lontane: arriva dal continente americano, dove vive dal Messico e dal basso Rio Grande, in Texas, fino ad Argentina e Uruguay.
In Europa è sbarcata nel Cinquecento, portata dagli Spagnoli già nella sua forma addomesticata.
In Italia non si trovano popolazioni realmente selvatiche: l’anatra muta è una specie alloctona, cioè non originaria del nostro territorio, e gli esemplari che vivono liberi discendono da animali da allevamento che si sono naturalizzati.
E sul Natisone?
Non esistono informazioni certe su quando siano comparsi i primi esemplari, né sul percorso con cui hanno raggiunto il fiume. La loro presenza si osserva a occhio nudo, ma non è disponibile una documentazione ne ricostruisca l’arrivo.
Come riconoscere l’anatra muta
Distinguerla è più facile di quanto pensiate. Il dettaglio che salta subito all’occhio sono le caruncole molto vistose intorno all’occhio e sulle guance del maschio, di colore dal nero al rosso, che formano una sorta di “maschera” sopra il becco.
Difficile confondersi anche per la mole: il dimorfismo sessuale è marcato, con i maschi che raggiungono in media 86 cm e 5–6 kg e le femmine circa 64 cm e 3 kg, tra le anatre più grandi che possiate osservare.
Il piumaggio cambia a seconda della forma: quella selvatica ha una colorazione verde-bronzea, mentre in Italia prevale la varietà da allevamento, bianca e nera pezzata con riflessi verde-metallico. E se la vedete drizzare una piccola cresta di piume sulla testa, è il segno che qualcosa l’ha innervosita.
Perché si chiama “muta”
Il nome può trarre in inganno, perché muta non lo è affatto. Semplicemente, al posto del classico “quà quà” il maschio emette soffi e sibili a bassa intensità, mentre la femmina produce suoni lievi, più udibili quando viene disturbata.
Osservandola noterete un’altra particolarità: è meno legata all’acqua rispetto alle altre anatre, tanto che la si incontra spesso anche a terra o nei periodi in cui il fiume è in secca.
Vola benissimo, ma sulla terraferma e in acqua si muove con una certa lentezza. Il motivo è fisiologico: le ghiandole dell’uropigio sono meno sviluppate che nelle altre anatre, così il piumaggio risulta meno impermeabile e assorbe più facilmente l’umidità.
Anatra muta o germano reale? Le differenze
Lungo il Natisone la specie più comune resta il germano reale, ed è con lui che l’anatra muta viene più spesso confusa. Se vi state chiedendo quale delle due avete davanti, ecco i dettagli che le distinguono:
| Anatra muta | Germano reale | |
|---|---|---|
| Nome scientifico | Cairina moschata | Anas platyrhynchos |
| Origine | Alloctona (America centro-meridionale) | Autoctona in Italia |
| Becco e testa | Caruncole rosse, effetto “maschera” | Testa verde nel maschio, senza caruncole |
| Voce | Soffi e sibili sommessi | Classico “quà quà” |
| Taglia | Fino a 5–6 kg (maschio) | Più contenuta |
| Rapporto con l’acqua | Meno legata all’acqua | Prettamente acquatico |
| Nidificazione | Anche su alberi, cova ~5 settimane | A terra, cova ~4 settimane |
Un’ultima cosa da sapere: le due specie sono geneticamente distinte, e dai loro incroci nascono ibridi sterili, i cosiddetti “mulards”.
Come è arrivata sul Natisone
Se sui primi avvistamenti non abbiamo certezze, sappiamo però come questi spostamenti avvengano in generale. Come le altre popolazioni naturalizzate in Italia, anche gli esemplari che compaiono sul Natisone si muovono sfruttando la spiccata attitudine al volo della specie, capace di coprire distanze notevoli e di raggiungere nuovi corsi d’acqua partendo da nuclei già insediati altrove.
Una precisazione per chi teme per l’equilibrio del fiume: pur essendo alloctona, l’anatra muta non rientra, a differenza di altri anatidi, nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale del Regolamento UE 1143/2014. Come le altre specie che animano il Natisone, come lo smergo, contribuisce a rendere questo tratto di fiume un ambiente ricco da scoprire e osservare.